L´Albania ha stretti legami commerciali, di sistema bancario
e di mercato del lavoro con Grecia e Italia, ciò potrebbe portare a un
sostanziale contagio della crisi in corso in questi due Paesi anche
all´Albania, con seri rischi nel breve termine per il settore bancario,
oltre che a una possibile riduzione del PIL derivante dalla riduzione
delle rimesse provenienti da questi due Paesi: non è un caso se
recentemente è stato rilevato un fenomeno di ´immigrazione di ritorno´
degli emigrati in Grecia verso la madre - patria.
Un recente report del Fondo Monetario Internazionale segnala come
l´elevato livello del debito pubblico, con un rischio di ulteriore
incremento dei tassi di interesse, possa agire da deterrente nei
confronti degli investitori, con pesanti conseguenze sulla fiducia nel
sistema finanziario albanese.
Secondo le ultime previsioni, nel
2011 la crescita del PIL albanese dovrebbe attestarsi al 2,5 per cento,
con un rallentamento rispetto alla media del tre per cento del biennio
2009 - 2010. Il bilancio statale è stato scarsamente efficace, portando a
continue revisioni al ribasso delle stime sulle entrate siaa nel 2010
che nel 2011; il debito pubblico si sta rapidamente avvicinando al
limite statutario del 60 per cento del PIL.
I dirigenti del
Fondo, recatisi in visita in Albania alla fine dello scorso luglio,
hanno incoraggiato le autorità locali a portare avanti misure relative
sia alle entrate che alle spese per raggiungere la necessaria solidità
fiscale; un quadro macroeconomico più solido contribuirebbe ad evitare
le perdite di bilancio degli ultimi anni.
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